“Krishna sa che dovrai fare una lotta con la tua mente, contro i tuoi sensi e contro la tua intelligenza, però hai Lui come alleato esattamente come lo ebbero i Pandava. Ciò non vuol dire che non ci fu la battaglia; ci fu eccome! Se ti arrendi a Krishna non significa che non dovrai fare la battaglia, ma significa che la vincerai. Vincerai una grande battaglia.”

B.V.Atulananda Acarya Swami




venerdì 23 febbraio 2018

Lezioni di Srila Prabhupada: "Anche l'Uomo è Donna"

Lettura  SB 6.1.64-65 -- Vrndavana, Settembre 1975




tām eva tosayām āsa
pitṛyeṇārthena yāvatā
grāmyair manoramaiḥ kāmaiḥ
prasīdeta yathā tathā
(SB 6.1.64)
Quindi, dopo aver visto la donna, lui meditava sempre, per 24 ore, riguardo quel soggetto. Desideri lussuriosi.

 kāmais tais tair hṛta-jñānāh 
 (BG 7.20)

 Quando una persona diventa lussuriosa, di conseguenza diventa priva di tutta l'intelligenza. Il mondo intero sta andando avanti sulla base di questi desideri lussuriosi. Questo è il mondo materiale. E poiché io sono lussurioso, tu sei lussurioso, ognuno di noi è lussurioso, non appena i miei desideri non sono soddisfatti, i tuoi desideri non sono soddisfatti, allora io divento il tuo nemico e tu diventi il ​​mio nemico. Io non posso vedere che tu stai facendo un ottimo progresso. Tu non puoi vedere me che faccio un ottimo progresso. Questo è il mondo materiale: invidiosi, desideri lussuriosi, kāma krodha, lobha, moha, mâtsarya. Questa è la base di questo mondo materiale.
L'istruzione era che egli venisse formato per diventare un brāhmaṇa, śamo, dama, ma il progresso si interruppe dovuto al fatto che si era attaccato ad una donna. Perciò, secondo la civiltà vedica, la donna viene accettata come un ostacolo per il progresso spirituale. Tutta la civiltà é basata su come evitare... la donna... ma non dovete pensare che solo la donna è donna. L'uomo è anche donna. Non pensate che la donna é condannata e l'uomo no. Donna significa goduta, e uomo significa goditore. Quindi, questo sentimento, questa sensazione, è condannata. Se io contemplo una donna per il mio godimento, quindi, sono un uomo. E se la donna contempla un altro uomo per il godimento, anche lei è uomo. Donna significa colei che è goduta e uomo significa colui che gode. Quindi, chiunque abbia il desiderio di godere, è considerato un uomo. Quindi, qui è riferito a entrambi i sessi... Tutti fanno dei piani: "Come posso godere?" Quindi, egli diventa il purusa, artificialmente. Altrimenti, in origine, siamo tutti prakṛti, Jīva, sia donna o uomo. Ma riguarda solamente l'involucro esterno, il corpo (di uomo e di donna), che è solo  il vestito .

venerdì 16 febbraio 2018

Parole di Srila Prabhupada: "Civiltà Squilibrata"



Civiltà Squilibrata

 
Harikesa: Traduzione: "Come una persona addormentata agisce secondo il corpo che manifesta nei suoi sogni e lo considera il suo vero sè, così una persona si identifica col suo attuale corpo, acquisito grazie alle passate attività religiose o irreligiose, e non è in grado di conoscere le sue vite passate o future." 

Prabhupāda:
yathājñas tamasā (yukta)
upāste vyaktam eva hi
na veda pūrvam aparaṁ
naṣṭa-janma-smṛtis tathā
(SB 6.1.49)
Questa è la nostra posizione. Questo è il nostro progresso nella scienza, noi non sappiamo chi eravamo prima di questa vita e cosa diventeremo dopo questa vita. La vita continua. Questa è la conoscenza spirituale. Ma loro, inoltre, non sanno neanche che la vita continua. Pensano di avere ottenuto questa vita per caso, che tutto termina con la morte, che non c'è bisogno di interrogarsi del passato, del presente o del futuro. Godiamocela. Questa si chiama ignoranza, tamasā, vita irresponsabile. Così, ajñaḥ, ajñaḥ, che significa "colui che non ha conoscenza". E chi non ha la conoscenza? tamasā, coloro che sono influenzati dall'ingnoranza. Ci sono tre tipi di influenze materiali: sattva, raja, tamas. sattva-guna significa che tutto è chiaro, prakāśa. Proprio come ora, il cielo è coperto dalle nuvole e non è chiara la luce del sole. Ma al di sopra delle nuvole c'é il sole, e tutto é chiaro. Anche all'interno delle nuvole non c'è chiarore. Allo stesso modo, a coloro che sono in sattva-guna, tutto appare chiaro, ma per coloro che sono influenzati da tama-guna, tutto è ignoranza. Sono semplicemente interessati al corpo presente, non gli importa cosa accadrà, e non hanno nessuna conoscenza di cosa erano prima. In un altra parte é descritto: 

nūnaṁ pramattaḥ kurute vikarma 

Pramattaḥ, proprio come un uomo pazzo che non sa perché é diventato pazzo; l'ha dimenticato. E a causa delle sue attività, quello che accadrà dopo, lui non lo sa. Una persona pazza.
Questa civiltà, la civiltà moderna, è proprio come la civiltà dei pazzi. Non hanno nessuna conoscenza della vita passata, e non sono nemmeno interessati della vita futura.

 nūnaṁ pramattaḥ kurute vikarma 

 E sono pienamente impegnati in attività colpevoli, perché non hanno conoscenza della vita passata. Proprio come un cane. Perché egli è diventato un cane, lui non lo sa, e nemmeno cosa succederà dopo. Così un cane potrebbe essere stato il primo ministro nella sua vita passata, ma quando ottiene la vita da cane, egli si dimentica. Anche questa è un'altra influenza di māyā, l'illusione:

 prakṣepātmikā-śakti, āvaraṇātmikā-śakti 

 Māyā ha due potenze. Se qualcuno, dovuto alle proprie attività peccaminose passate, diventasse un cane, e se ricordasse "Io ero il primo ministro e ora sono diventato un cane", sarebbe impossibile per lui vivere. Perciò, māyā copre la sua conoscenza. Mṛtyu. Mṛtyu significa dimenticare tutto. Ciò si chiama mṛtyu. Di ciò facciamo esperienza ogni giorno e ogni notte; quando di notte sogniamo, compiamo attività in una atmosfera separata, una vita separata, e ci dimentichiamo di questo corpo. Dimentichiamo: "Io sono sdraiato. Il mio corpo è sdraiato in un appartamento molto bello, in un letto molto bello." No. Si suppone che esso stia vagabondando per la strada o che si trovi sulla collina. e sono totalmente assorbito in quel corpo. Ci dimentichiamo del corpo precedente. Quindi, questa è ignoranza. Così è l'ignoranza, e più noi ci eleviamo dall'ignoranza alla conoscenza, più successo avremo nella vita. E se rimaniamo nell'ignoranza, otterremo solo un fallimento. Questo significa rovinare la vita. Così, il nostro Movimento per la Coscienza di Kṛṣṇa, ha lo scopo di elevare una persona dall'ignoranza alla conoscenza. L'intero schema della letteratura vedica mira a liberare una persona. Kṛṣṇa, nella Bhagavad-gita, parla a riguardo dei suoi devoti, non di tutti.

 teṣāṁ ahaṁ samuddhartā mṛtyu-saṁsāra-sāgarāt
 (BG 12.7)

 E ancora:
teṣāṁ evānukampārtham
aham ajñāna-jaṁ tamaḥ
nāśayāmy ātma-bhāva-stho
jñāna-dīpena bhāsvatā
(BG 10.11)
Specialmente per i devoti... Egli si trova nel cuore di ognuno, ma Kṛṣṇa aiuta quel devoto che sta cercando di capirLo. Egli aiuta. Per i non devoti, che non hanno alcun interesse per ciò... Loro sono come animali - mangiare, dormire, vita sessuale e difendersi. A loro non importa nulla di come comprendere Dio o qual è la loro relazione con Dio. A coloro che pensano che Dio non esista,  Kṛṣṇa dice: "Sì, Dio non esiste. Dormite pure." Perciò è richiesto sat-saṅga. Questo sat-saṅga, satāṁ prasaṅgāt, associandoci ai devoti risvegliamo la nostra curiosità riguardo  Dio. Per questo c'é bisogno dei nostri centri. Non è che noi stiamo aprendo così tanti centri inutilmente. No. È per il beneficio della società umana.

giovedì 15 febbraio 2018

Parole di S.Prabhupada. "Espandersi a Dieci Milioni!"



Espandersi a Dieci Milioni



Lettura della CC Adi-lila 1.13 -- Mayapur, 6 Aprile 1975
 
Prabhupāda: Caitanya Mahāprabhu lo disse a tutti gli ācārya... Nityānanda Prabhu, Advaita Prabhu e Śrīvāsādi-gaura-bhakta-vṛnda, tutti esecutori degli ordini di Śrī Caitanya Mahāprabhu. Cercate di seguire il procedimento tracciato dagli ācārya, gli insegnanti, e la vostra vita sarà piena di successo. Diventare ācārya non è molto difficile. Prima di tutto diventate servitori molto fedeli del vostro ācārya, seguite strettamente quello che lui dice, cercate di soddisfarlo e diffondete la Coscienza di Kṛṣṇa. Questo è tutto. Non è per niente difficile. Cercate di seguire le istruzioni del vostro Maestro Spirituale e diffondete la Coscienza di Kṛṣṇa. Questo è l'ordine del Signore Caitanya.
āmāra ajñāya guru hañā tāra' ei deśa
yāre dekha tāre kaha 'kṛṣṇa'-upadeśa
(CC Madhya 7.128)
"Seguendo il mio ordine, voi diventate guru." Dobbiamo seguire strettamente il metodo dato dagli acarya e cercare di fare del nostro meglio per diffondere le istruzioni di Kṛṣṇa. Yāre dekha tāre kaha 'kṛṣṇa'-upadeśa (CC Madhya 7.128). Ci sono due tipi di kṛṣṇa-upadeśa. Upadeśa significa istruzione. Le istruzioni date da Kṛṣṇa sono anch’esse 'kṛṣṇa'-upadeśa, e anche le istruzioni ricevute  riguardo  Kṛṣṇa sono 'kṛṣṇa'-upadeśa. kṛṣṇasya upadeśa iti kṛṣṇa upadeśa. Samāsa, śāsti-tat-puruṣa-samāsa. E anche Kṛṣṇa viṣayā upadeśa, é Kṛṣṇa upadeśa. bāhu-vrīhi-samāsa. Questo è il modo di analizzare la grammatica sanscrita. Dunque, la Bhagavad-gītā è Kṛṣṇa upadesa. Lui ci dà direttamente le istruzioni. Cosi, colui che diffonde kṛṣṇa-upadeśa deve semplicemente ripetere quello che è stato detto da Kṛṣṇa, e allora diventerà un ācārya. Non è per niente difficile, tutto è menzionato lì. Dobbiamo semplicemente ripetere come un pappagallo. Non esattamente come un pappagallo. Il pappagallo non capisce il significato, egli semplicemente vibra il suono. Ma voi dovete capire anche il significato, altrimenti come potete spiegarlo? Cosi, cercaten di diffondere la coscienza di Kṛṣṇa. Semplicemente preparatevi a come ripetere le istruzioni di Kṛṣṇa molto bene, senza false interpretazioni. Cosi, in futuro... supponete di essere adesso diecimila, ci espanderemo fino a centomila. Questo è richiesto. E poi da centomila a un milione, e da un milione a dieci milioni.

Devoti: Haribol! Jaya! 

Prabhupāda: In questo modo non ci sarà scarsità di ācārya, e le persone saranno in grado di capire la coscienza di Kṛṣṇa molto facilmente. Così, formate questa organizzazione. Non cercate di essere falsamente orgogliosi. Seguite le istruzioni dell'ācārya e cercate di diventare perfetti, maturi. In questo modo sarà facile combattere māyā , l'illusione.
 Si! Gli Ācārya hanno dichiarato guerra contro le attività di māyā.

domenica 11 febbraio 2018

12/2/2018 Scomparsa di Srì Isvara Puri



Risultati immagini per Srì Isvara PuriSri Isvara Puri
"Tutte le glorie a Sri Madhavendra Puri, il magazzino del servizio devozionale a Krishna! Egli è un albero dei desideri del servizio devozionale, e fu in lui che per primo il seme del servizio devozionale germogliò. Il seme del servizio devozionale germogliò in seguito nella forma di Isvara Puri, e poi il giardiniere stesso, Caitanya Mahaprabhu, diventò il tronco principale dell'albero del servizio devozionale" [C. C. Adi 9.10-11]
"Sri Isvara Puri, nei suoi viaggi in vari luoghi santi, una volta si recò a Navadvipa dove fu ospitato nella casa di Sri Gopinatha Acarya. In quel periodo Sri Nimai era impegnato nei Suoi divertimenti dello studio. Isvara Puri entrò nel Nadiya-nagara sotto mentite spoglie e quindi nessuno riuscì a capire chi fosse realmente." "Quel nobile signore mente, è sempre assorto nella dolcezza della devozione a Sri Krishna ed è un oceano di misericordia, in questo modo è molto caro al Signore. Nessuno però poteva riconoscerlo da com'era vestito. Solo il destino ha voluto che lui arrivasse alla casa di Sri Advaita Acarya. [C. B. Adi 11]
Egli arrivò mentre Sri Advaita Acarya stava eseguendo l'adorazione di Sri Krishna, quindi si sedette lì, restando in silenzio. Con il suo divino splendore un vaisnava non può restare nascosto ad un altro vaisnava. Advaita Acarya difatti iniziò a guardarlo, e continuò ancora a guardarlo finché gli chiese: "Chi sei? Io credo che tu sia un sannyasi vaisnava".
Sri Isvara Puri molto umilmente rispose: "Io sono un sudra di bassa classe che è venuto a vedere i tuoi piedi di loto". Mukanda Datta, che era presente al colloquio, potè capire che Isvara Puri era un sannyasi vaisnava e lo smascherò. Con la sua dolce voce iniziò un kirtan sui divertimenti di Krishna. Quando Isvara Puri udì il kirtan, cadde a terra inondandola con copiose lacrime. I devoti presenti rimasero ammutoliti e poi dissero: "Non abbiamo mai visto un vaisnava come questo prima d'ora". Advaita Acarya lo abbracciò fermamente e disse: "Ora tutti possono comprendere chi è Isvara Puri, il più caro discepolo di Madhavendra Puri. Alte grida "Hari! Hari!" si levarono nell'aria.
Sri Isvara Puri rimase a Navadvipa per alcuni giorni. Un giorno, mentre Nimai Pandita stava tornando a casa dalla scuola, s'imbattè per caso con Sri Isvara Puri che rimase come ipnotizzato vedendo il figlio di Saci, e pensò: "Sembra molto serio ed ha tutti i segni che indicano la Sua divinità".
Isvara Puri gli chiese: "O Viprabori! Posso sapere il tuo nome? Dove vivi? Cos'è quel manoscritto che tieni in mano?" Mahaprabhu molto umilmente offrì i Suoi omaggi e alcuni Suoi discepoli dissero: "Il Suo nome è Nimai Pandita". Esclamando: "Tu sei il famoso Nimai Pandita"! Isvara Puri si sentì molto felice di averLo potuto incontrare. Mahaprabhu, avvicinandosi con il capo chino, umilmente gli chiese: "Sripada, ti prego di venire con Me a casa Mia ed essere Mio ospite per il pranzo".
Isvara Puri pensò: "Che atteggiamento piacevole ha!" e, come affascinato da qualche mantra, arrivò silenziosamente alla casa di Nimai Pandita. Entrati in casa, Mahaprabhu lavò personalmente i piedi di Isvara Puri mentre, nella stanza delle Divinità, Saci Mata offriva le varie preparazione che aveva cucinato per il Signore. Poi Mahaprabhu servì prasadam a Isvara Puri e alla fine ne accettò i suoi resti. Si sedettero poi nel tempio (Visnu griha) e discussero di Krishna-katha colmandosi entrambi di amore estatico.
Sri Isvara Puri rimase così alcuni mesi come ospite nella casa di Gopinatha Acarya. Ogni giorno Mahaprabhu andava a ricevere il darsana dei suoi piedi di loto e di tanto in tanto lo invitava a pranzo. Sri Isvara Puri era molto affezionato a Gadadhara Pandita, che a quel tempo era solo un ragazzo. Isvara Puri gli diede insegnamenti a partire dal suo libro "Sri Krishna Lilamrita".
Una sera Mahaprabhu andò ad offrire i Suoi omaggi a Isvara Puri e Srila Puripada gli disse: "Tu sei un grande Pandita; siccome io ho composto un poema sui divertimenti di Sri Krishna, sarei molto contento se Tu volessi ascoltarlo. Io potrei recitartelo e così tu potresti correggere i miei eventuali errori commessi nella stesura del manoscritto". Mahaprabhu rispose sorridendo: "Qualunque cosa un devoto dica, è dettata da Sri Krishna Stesso. Se qualcuno vede dei difetti in questo, allora è semplicemente un miserabile peccatore. Qualunque poesia egli componga, certamente Krishna sarà soddisfatto”.
Nel frattempo Mahaprabhu stava portando a termine i Suoi lila dello studio e desiderava rivelare il Suo vero Sé stabilendo la religione per quest'era distribuendo l'amore per Dio attraverso il canto dei Suoi santi nomi. Così Egli andò a Gaya per offrire il pinda al Suo scomparso padre e ai Suoi antenati. In quel momento anche Sri Isvara Puri si trovava a Gaya. Dopo aver offerto il pinda in vari santuari sacri, finalmente giunse nel luogo dove sono custodite le impronte di Sri Visnu. Preso il darsana ed ascoltate le glorie del santuario, Mahaprabhu svenne e cadde a terra. Per volere della Provvidenza, Sri Isvara Puri arrivò qualche istante dopo e apprese da Sri Candrasekara Acarya quanto appena accaduto. Trascorso un breve lasso di tempo, Sri Caitanya riprese coscienza e vedendo Isvara Puri si alzò e offrì i Suoi omaggi. Quindi si abbracciarono ed entrambi furono bagnati dalle lacrime d'amore dell'altro.
Mahaprabhu disse a Isvara Puri: "Il mio viaggio a Gaya ha avuto successo perché ho potuto vedere i tuoi piedi di loto. Se uno offre pinda in questo luogo santo, i suoi antenati vengono liberati. Ma semplicemente vedendo te, decine di milioni di antenati otterranno la liberazione. Tutti i luoghi santi pregano per poter ottenere la polvere dei tuoi piedi di loto. Perciò, o Puripada, Io prego ai tuoi piedi di loto per poter attraversare l'oceano dell'esistenza materiale e poter bere il nettare ai piedi di loto di Krishna".
Srila Isvara Puri rispose: "Ti prego, ascoltami Panditji. Ho capito che Tu sei l'incarnazione del Signore Supremo. Questa mattina ho fatto un sogno di buon auspicio che ora si è realizzato. Fin dal primo momento che Ti ho visto a Navadvipa, Ti ho sempre pensato. Vedendo Te provo un grande piacere, proprio come vedere Krishna". Sentendo ciò, Mahaprabhu abbassò il capo e disse: "Questa è la mia grande fortuna".
Un altro giorno Mahaprabhu si avvicinò a Isvara Puri e gli chiese di iniziarLo con il mantra divino. "La Mia mente sta diventando inquieta in previsione dell'iniziazione". Srila Puripada rispose: "Che dire del mantra, Io sono pronto ad offrirti la mia vita". [C.B. Adi 17.10] Poi Srila Isvara Puri iniziò Mahaprabhu con il mantra divino.
Una mattina Srila Isvara Puri raggiunse Mahaprabhu che si dimostrò felice di vederlo e dopo aver offerto i Suoi omaggi, lo invitò a pranzo. Srila Isvara Puri disse: " Poter accettare del cibo proveniente dalle tue mani è una grande fortuna per me". Mahaprabhu stesso cucinò e servì con molta attenzione il maha-prasadam al Suo guru. Poi gli spalmò pasta di sandalo sul suo corpo e gli mise una ghirlanda di fiori al collo. Così il Signore Supremo ci ha insegnato come si deve servire il proprio guru. Senza servire i grandi devoti non è possibile ottenere l'amore per  Dio; il servizio al guru è la porta per accedere alla devozione. Al ritorno da Gaya Mahaprabhu si trovò sulla strada di Kumarhatta, il luogo di nascita del suo guru e lì iniziò a rotolarsi in estasi nella terra finché questa non fu intrisa dalle Sue lacrime. Poi raccolse un po' di terra dal luogo santo e l'avvolse in un pezzo di stoffa dicendo: "Questa polvere mi è cara quanto la Mia stessa vita", e poi partì per Navadvipa.
Il luogo di nascita di Srila Isvara Puri è situato nell'attuale città di Halyahor, vicino alla stazione ferroviaria di Kanchra-para sulla linea Sealdah-Krishnanagar. Si deve scendere alla stazione di Kanchra-para e proseguire in risciò fino a a Caitanya Doha. Doha significa stagno, ed è ciò che è stato creato da quando i seguaci di Sri Caitanya, imitandolo, sono venuti qui a raccogliere un po' di terra del luogo di nascita di Sri Isvara Puri. Successivamente Mahaprabhu prese sannyasa e per richiesta di Sua madre andò a vivere a Jagannatha Puri. All'epoca, Srila Isvara Puri aveva già lasciato questo mondo. Mahaprabhu inviò due Suoi discepoli, Sri Govinda e Kasisvara brahmacari a servire il Signore a Nilacala.

sabato 10 febbraio 2018

EKADASI, IL GIORNO DI SRI HARI


"Cinque vascelli possono salvare le persone che affogano nell'oceano dell'esistenza materiale: Sri Visnu, la Bhagavad-gita, Srimati Tulasi devi, la mucca ed Ekadasi." (Sri Krishna a Garuda nel Garuda Purana).
"Tra tutte le piante, la sacra Tulasi è la più cara a Me, tra tutti i mesi, Kartika Mi è estremamente caro, tra tutti i luoghi di pellegrinaggio, la Mia amata Dvaraka è la più cara, e tra tutti i giorni, Ekadasi è il più caro." (Padma Purana: Uttara Khanda, 112.3)

CHE COS'E' EKADASI
Ekadasi è un giorno di austerità osservato regolarmente da coloro che seguono il sanatana-dharma, la Coscienza di Krishna. Eka significa 'uno', e dasi è la forma femminile di dasa, che significa 'dieci.' Ekadasi è dunque l'undicesimo giorno della luna, crescente o calante, di ogni mese. In questi giomi speciali bisogna digiunare da cereali e legumi, e dedicarsi con uno sforzo particolare a offrire servizio di devozione a Dio, la Persona Suprema, il Signore, Sri Krishna. Come afferma Srila Prabhupada nella Bhagavad-gita così comè (9.14, spiegazione), "Nel servizio devozionale ci sono alcune attività dette determinate, come il digiunare in certi giorni, ad esempio l'undicesimo giorno della luna, Ekadasi, e nel giorno dell'apparizione del Signore:" O anche (S.B. 3.27.22, spiegazione), "La rinuncia in Coscienza di Krishna è così potente da non poter essere deviata da nessuna illusione, per quanto attraente. Bisogna dedicarsi al servizio devozionale in pieno tapasya, austerità. Bisogna digiunare nei due Ekadasi, che cadono l 'undicesimo giorno della luna crescente e calante, e nei giorni che celebrano l'apparizione di Sri Krishna, Sri Rama, e Caitanya Mahaprabhu." Nel giorno di digiuno bisognerebbe, se possibile, evitare grandi sforzi fisici, e dedicarsi esclusivamente alle attività del servizio devozionale.
Una lettera di Srila Prabhupada a Jadurani devi dasi, datata 9 luglio 1971, lo conferma: "Perchè solo venticinque giri?" scrive. "Dovresti cantare il più possibile. In realtà, Ekadasi significa digiunare e cantare, e nient'altro. Così, quando si digiuna, diventa più facile cantare. In Ekadasi, dunque, bisogna sospendere ogni altro impegno, se possibile, a meno che ci sia qualcosa di molto urgente da fare." L'importanza di Ekadasi è spiegata nella Caitanya-caritamrita (Adi-lila, 15.9-10), in una conversazione tra Sri Caitanya e Sua madre, Sacidevi: Un giorno, Sri Caitanya Si gettò ai piedi di Sua madre, e la supplicò di concederGli un favore. Sua madre rispose, "Mio caro figlio, chiedimi ciò che vuoi." Allora il Signore disse, "Cara madre, ti prego, non mangiare cereali nel giomo di Ekadasi." Nel commento a questo verso, Srila Prabhupada scrive, "Fin dalla Sua più tenera infanzia, Sri Caitanya Mahaprabhu volle introdurre il metodo del digiuno nel giorno di Ekadasi." Chi digiuna in questo giorno, chiamato Ekadasi, non ottiene soltanto benefici spirituali, ma anche grandissimi benefici fisici. Sia la medicina naturale che quella ayurvedica raccomandano il digiuno per mantenere e migliorare la salute. In effetti, biologi moderni e antichi saggi sono d'accordo sul fatto che il digiuno è benefico per il fisico e per la mente. E' dunque naturale che il digiuno di Ekadasi possa prevenire e curare molte malattie.
Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada afferma nel commento allo Srimad-Bhagavatam (1.17.38): "Lo Stato che vuole sradicare la corruzione può introdurre i principi della religione nel modo seguente:  Due giorni di digiuno obbligatorio al mese, se non di più (austerità). Persino dal punto di vista economico, questi due giorni di digiuno al mese in tutto lo Stato faranno risparmiare tonnellate di cibo, e questa pratica avrà un effetto molto favorevole anche sulla salute generale dei cittadini..." Nella disciplina della Coscienza di Krishna, il digiuno praticato a intenrvalli regolari è molto raccomandato per migliorare la salute fisica e spirituale. La scienza dell'alimentazione ci insegna che il digiuno periodico apporta grandi benefici al corpo permettendo all'apparato digerente di riposare e purificarsi dall'interno. Dopo un digiuno, il corpo funzionerà in modo molto più efficiente. Ma, cosa ancora più importante per i devoti di Krishna, si ottiene un beneficio spirituale digiunando in certi giorni propizi, e seguendo scrupolosamente le regole prescritte. Così, i devoti coscienti di Krishna dovrebbero digiunare due volte al mese, l'undicesimo giorno della luna calante e della luna crescente.

PAPAPURUSA
Ma perchè proprio i cereali? La tradizione vaisnava che racconta di come, all'origine dei tempi, Sri Visnu diede origine a tutte le cose create, attraverso l'opera di Brahma. L'episodio che riporteremo è tratto dal Padma Purana, capitolo 11: il dialogo tra Jaimini Risi e Vyasadeva, suo maestro spirituale. "All'alba della creazione, Narayana creò gli esseri mobili e immobili, e per assegnare a ciascuno le reazioni dei propri peccati e punire i miscredenti, creò Papapurusa, la personificazione del peccato. La sua testa era l'uccisione di un brahmana, gli occhi erano il consumo di sostanze inebrianti, la bocca era il furto di oro, le orecchie i rapporti illeciti con la moglie del guru, le braccia l'uccisione della mucca, il naso l'uccisione della propria moglie, il petto l'aborto, l'addome i rapporti con la sposa di altri, lo stomaco l'uccisione dei propri parenti, il collo il furto di beni accumulati, l'ombelico l'uccisione dei subordinati, la vita il glorificare se stessi, le cosce le offese al guru, i genitali il vendere la propria figlia, i glutei il raccontare le cose segrete, i piedi l'uccisione del proprio padre, i capelli i peccati minori."
Papapurusa (papa = peccato, purusa = personificazione) aveva il corpo nero e gli occhi gialli, era orribile a vedersi e molto potente. Visnu pensò allora di creare qualcuno che lo controllasse, così manifestò Yamaraja e Pitriloka, e Si recò a visitarli. Appena giunto, Visnu fu accolto degnamente da Yamaraja, chiamato anche Dharmaraja, ma ben presto udì dei pietosi lamenti provenire dalle regioni infernali. Yamaraja Gli spiegò che si trattava degli abitanti della Terra, che a causa dei loro peccati erano caduti nelle regioni infernali. Sri Visnu, tanto misericordioso, pensò di essere il responsabile di quella sofferenza, poiché aveva creato le reazioni del peccato, perciò dal proprio corpo manifestò la divinità di Ekadasi. Così tutti, seguendo Ekadasi vrata, poterono tornare a Vaikuntha.

Papapurusa allora si avvicinò a Visnu, e dopo averGli offerto molte preghiere si gettò ai Suoi piedi scoppiando in lacrime. Visnu gli offrì allora una benedizione per consolarlo, e Papapurusa Gli chiese un luogo dove rifugiarsi, perchè Ekadasi lo stava per distruggere completamente: senza di lui tutti sarebbero tornati subito a Vaikuntha, e nel mondo materiale non sarebbe rimasto nessuno ad assistere ai giochi degli avatara. Papapurusa aveva invano cercato rifugio in tutti i tre mondi, ma Ekadasi devi lo scacciava continuamente. Nella Sua bontà, Visnu lo consolò e gli permise di rifugiarsi, durante il giorno di Ekadasi, nei cereali e nei legumi. Ed è così che dal punto di vista spirituale, mangiare cereali e legumi nel giorno di Ekadasi equivale ad assorbire una notevole quantità di reazioni nefaste: addirittura Papapurusa stesso, la personificazione del peccato.

IL MAHA MANTRA

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Come è ripetutamente sottolineato nella letteratura vedica in questa età di Kali (di discordia e ipocrisia), il metodo più efficace e più facile per realizzarsi spiritualmente e raggiungere la Dimora suprema è il canto dei Santi Nomi: harer nama harer nama harer namaiva kevalam kalau nasty eva nasty eva nasty eva gatir anyatha "In questa età di Kali non c'è altro modo, non c'è altro modo per progredire spiritualmente che il canto del Santo Nome, il canto del Santo Nome, il canto Santo Nome del Signore." (Briad-Naradiya Purana 3.8.126) kaler dosa-nidhe rajann asti hy eko mahan gunam kirtanad eva krisnasya mukta-sangah. param vrajet "Sebbene il kali-yuga sia un oceano di difetti, c'è comunque una buona qualità in quest'era: semplicemente cantando il maha-mantra Hare Krishna, ci si può liberare dai legami materiali ed essere elevati alla dimora trascendentale." (S.B. 12.3.51). Indubbiamente il canto dei Santi Nomi, il maha-mantra: Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare ha questa potenza eccezionale di conferire qualsiasi benedizione a colui che lo canta. Poiché Krishna e il Suo Santo Nome non sono differenti.

Il Suo Santo Nome possiede la stessa potenza di Krishna, come è confermato da Sri Caitanya Mahaprabhu: namnam akari bahudha nija-sarva-saktis. Ma per sperimentare questa potenza è necessario cantare il Santo Nome senza commettere offese.
Esistono dieci tipi di offese che devono essere evitate:

1) Criticare o invidiare i devoti.

2) Separare la Persona Suprema dal Suo Santo Nome, dalla Sua forma, dalle Sue qualità e dalle Sue attività considerandoli materiali, o credere nell'esistenza di numerosi dei.

3) Considerare il maestro spirituale come un uomo comune, volersi mettere al suo posto o trascurare le sue istruzioni.

4) Criticare o minimizzare le Scritture.

5) Giudicare esagerate le glorie del maha-mantra o prenderle per un'invenzione. Interpretare i Santi nomi del Signore.

6) Compiere coscientemente atti colpevoli contando sul canto del maha-mantra per annullarne le conseguenze.

7) Ritenere che i riti, le austerità, la rinuncia, i sacrifici diano gli stessi frutti del canto del maha-mantra.

8) Parlare delle glorie del maha-mantra agli infedeli e agli ignoranti che rifiutano di cantarlo.

9) Essere disattenti durante il canto del maha-mantra.

10) Rimanere attaccati alla vita materiale o disinteressarsi del canto del maha-mantra anche dopo aver ascoltato le sue glorie e compreso gli insegnamenti del maestro spirituale.

Nelle scritture vengono descritti in modo specifico i sintomi e gli effetti del canto senza offese, ne elenchiamo solo alcuni dei più prominenti: "I sintomi della felicità e delle lacrime agli occhi devono apparire nelle persone che praticano il canto senza offese." (S.B. 3.15.25) Nel Terzo capitolo dell'Harinama cintamani è detto che con il canto senza offese "le miserie inflitte da demoni, fantasmi, folletti, spiriti maligni e influenze planetarie negative sono allontanate con facilità". Nella Caitanya-caritamrita (Adi-lila 17.27) è detto che "quando ci si impegna veramente nel canto del maha-mantra Hare Krishna, la qualità della tolleranza (che è molto difficile da raggiungere) si sviluppa automaticamente perché un devoto sviluppa tutte le buone qualità semplicemente cantando regolarmente il maha-mantra Hare Krishna".

Nello Srimad-Bhagavatam (1.18.19) è affermato che il canto senza offese del Santo Nome è trascendentale, e perciò, tale canto può subito purificare gli effetti di tutti i tipi di attività peccaminose precedenti. Nello Srimad-Bhagavatam (6.2.49), Srila Prabhupada conclude dicendo: "Se un devoto canta il Santo Nome anche una sola volta senza commettere offese, ciò sarà sufficiente a proteggerlo eternamente. Dovrà solo aspettare che i frutti del suo canto maturino nel corso del tempo". Tale è la potenza del Santo Nome. Quindi è principale attività del devoto sincero, quella di migliorare la qualità del suo canto (o la recitazione) del Santo Nome. Alcuni consigli pratici forse potranno aiutarci in questo sforzo verso il miglioramento. L'attitudine adatta per cantare il Santo Nome ci è stata dimostrata da Sri Caitanya Mahaprabhu: trinad api sunicena taror api sahisnuna amanina manadena kirtaniyah sada harih. Si dovrebbero cantare i Santi Nomi del Signore in un umile stato di mente considerandoci più bassi di un filo di paglia nella strada. Bisognerebbe essere più tolleranti di un albero, privi di ogni senso di falso prestigio e pronti a offrire i nostri rispetti agli altri. In tale stato di mente si potrà cantare il Santo Nome del Signore costantemente.

In questa attitudine umile sarà molto facile evitare le offese durante la pratica del canto. Nella Caitanya-caritamrita si trovano molte informazioni utili: "Un puro devoto sa che quando canta il nome trascendentale di Krishna, Sri Krishna è presente nella forma di vibrazione trascendentale. Perciò egli canta colmo di rispetto e venerazione". (Adi-lila 2.11). "E' molto benefico cantare questi nomi prima di cantare il maha-mantra Hare Krishna: sri-krishna-caitanya prabhu-nityananda sri-advaita gadadhara srivasadi-gaura-bhakta-vrinda. Attraverso tale canto si è benedetti con la capacità di cantare il maha-mantra senza offese". (Adi-lila 11.24) "Il canto comprende le attività del labbro superiore e del labbro inferiore come anche della lingua". Tutti e tre devono essere impegnati nel canto del maha-mantra. Le parole "Hare Krishna dovrebbero essere pronunciate molto distintamente ed ascoltate. Qualche volta si produce meccanicamente un suono sibilante invece di cantare con la pronuncia appropriata avvalendosi delle labbra e della lingua. Il canto è molto semplice, ma deve essere praticato con serietà". (Adi-lila 7.32)

"Bisognerebbe alzarsi alle prime ore del mattino (conosciute come Brahma-muhurta) e cantare immediatamente il maha-mantra". (Madhya-lila 24.331). Inoltre, nello Srimad-Bhagavatam (6.5.27) è detto: "Bisognerebbe sottoporsi ad alcune austerità abbandonando quattro attività indesiderabili, cioè il sesso illecito, il consumo di carne, l'intossicazione e il gioco d'azzardo ... allora il canto del maha-mantra Hare Krishna sarà immancabilmente efficace". L'Harinama cintamani c'informa che ci sono tratti essenziali che devono essere coltivati per potere ottenere il successo nel canto: "l'associazione santa (ricercare la compagnia di coloro che cantano con serietà), l'isolamento dai disturbi della vita mondana e un entusiasmo determinato e fiducioso".

Possiamo praticamente vedere che generalmente per raggiungere una certa concentrazione nella pratica del canto, è necessario cantare per un buon periodo di tempo senza interruzioni o disturbi di alcun genere. Infatti Srila Prabhupada una volta disse che il segreto per avere successo è quello di cantare il numero prescritto di Santi Nomi dall'inizio alla fine senza interrompere (nel Movimento per la Coscienza di Krishna il numero prescritto per i devoti iniziati è di sedici giri di japamala al giorno, ciò richiede circa due ore). Così, basandoci sull'affermazione delle Scritture ed anche sull'esperienza pratica, possiamo affermare con certezza che chiunque cerchi con sincerità di seguire seriamente questi meravigliosi insegnamenti e consigli, donatici dalle anime realizzate, puri devoti del Signore, certamente molto presto giungerà a realizzare che il Santo Nome di Krishna non è diverso da Krishna Stesso.

Questa realizzazione conferirà la più grande felicità sperimentabile dall'anima. Una felicità sempre crescente. Concludiamo con le stesse parole di Srila Prabhupada tratte dal suo libro Gli insegnamenti di Sri Caitanya: "Se il discepolo segue le orme del suo maestro spirituale e canta il Santo Nome con lo stesso rispetto, arriva ad adorare il nome trascendentale. Quando diventa oggetto di adorazione da parte del devoto, il Nome stesso diffonde le Sue glorie nel cuore del devoto. Il canto del Santo Nome è così potente che gradualmente stabilisce la propria supremazia su tutto ciò che esiste al mondo".

Hare Krishna

giovedì 8 febbraio 2018

MESSAGGIO DI PARAMADVAITI SWAMI PER TUTTI I TEMPLI

Srila Paramadvaiti Swami invia questo messaggio a tutti i templi e centri di predica della Famiglia Vrinda: "ognuno deve avere i seguenti quattro quadri". Srila Paramadvaiti Swami spiega che la presentazione di questi quattro quadri dimostra la totale assenza di settarismo, e che grazie alla Guru Parampara siamo connessi con Krishna.

Quattro quadri che devono trovare posto in ogni tempio


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